Infanzia e Adolescenza

Chi è un bambino nel mondo antico? Come viene ‘pensato’, accudito, educato? Tutti i bambini sono uguali nella civiltà romana? I maschi sono trattati come le femmine? Quali sono le discipline che studiano i bambini nella storia? I bambini erano utilizzati in contesti di lavoro?

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Donne

Chi sono le donne nel mondo antico?
Come vengono pensate e educate le donne? Quali sono le discipline che studiano donne nella storia antica? Esistono testimonianze della violenza sulle donne nell’antichità? Quali erano le condizioni di salute delle donne?

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Disabilità

Chi è un disabile nel mondo antico? Come viene ‘pensato’, accudito, educato? Esistono fonti che documentano le condizioni di vita dei disabili nel mondo antico? La medicina antica si occupa del trattamento della disabilità? Esistono documentazioni di integrazione e presa in carico sociale dei disabili nell’antichità?

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Attraverso la presentazione di casi studio itineranti che mostreranno e illustreranno reperti biologici di individui di Roma antica e tardo antica, classificabili come soggetti vulnerabili, si intende rendere comprensibile quanto gli stili e l’ambiente di vita interagiscano con le condizioni di salute e di benessere bio-psico-sociale sia delle popolazioni storiche, sia di quelle contemporanee. L’utilizzo di storie di vita antiche consente di veicolare messaggi forti sulle origini di alcuni atteggiamenti sociali relativi a:

  1. violenza sulle donne
  2. percezione della disabilità
  3. minori alimentazione e relazione sociale con le sue multi-dimensioni
  4. marginalità socio-economica

Tali messaggi vogliono essere pedagogicamente orientati a favorire in un pubblico molto giovane la comprensione dei meccanismi di innesco di reazioni sociali di intolleranza e prevaricazione.

L’iniziativa è ideata in corrispondenza alla policy di Sapienza Università di Roma in merito all’open science e alla costituzione di nuovi format organizzativi per promuovere la responsabilità sociale abilitando nuove prospettive di trasmissione della ricerca. Si vuole comunicare quindi anche la necessità di connettere saperi scientifici e sociali di diversa estrazione, in un’ottica multidimensionale e multi epistemica. L’innovatività della proposta consiste anche nella messa a sistema di risultati provenienti da un approccio integrato tra discipline e nella loro applicabilità alla didattica: l’indagine antropologica, molecolare e lo studio dei contesti di scavo ha consentito di incrociare i dati paleopatologici e paleo nutrizionali con le fonti mediche e letterarie antiche al fine di ricostruire attorno ai reperti una serie di case studies che identificassero la fisionomia di individui vissuti a Roma antica e tardo imperiale, in ragione delle loro specificità biologiche, del loro stile di vita e delle loro abitudini socio-culturali.

Lo studio multidisciplinare: Medical Humanities e Biotecnologie

L’intersezione virtuosa tra approcci metodologici diversi ha consentito la piena valorizzazione delle fonti primarie quali i resti scheletrici umani, i residui di cibo, le realtà abitative e i contesti di sepoltura. Da questa prospettiva, l’interesse per la cosiddetta “cultura materiale” ha assunto un senso più profondo della semplice risposta a una storiografia di tipo concettuale e ideologizzato, di cui fin dagli anni Ottanta si avvertiva il limite rispetto a una ricostruzione più oggettiva dell’Antichità. In generale, le fonti scritte e iconografiche veicolano informazioni più o meno intenzionalmente mediate dalle coordinate culturali e antropologiche che le hanno prodotte e richiedono allo storico uno sforzo di esegesi filologica che anche nel caso dei manoscritti e delle epigrafi ha bisogno di dialogare con la materia del supporto e degli strumenti di scrittura. D’altro canto, l’essenzialità dei dati molecolari risulterebbe parziale e fuorviante, se prescindesse dall’intelaiatura di una cornice di senso più tradizionalmente documentale.
Pertanto, la storia della medicina, abituata da sempre a operare su un terreno vocato alla contaminazione degli ambiti delle conoscenze, si è rivelata ancora una volta capace di far dialogare discipline apparentemente lontane fra loro ma di fatto complementari al fine di una ricostruzione storica fedele. Dunque, l’indagine antropologica, paleopatologica e molecolare sui resti scheletri in dialogo con le fonti storico-mediche, letterarie e iconografiche è diventata l’opportunità di una ricostruzione storica tout court.

Équipe Sapienza Università di Roma

Giorgia Maria Annoscia

Professore Associato L-ANT/08

Alessandra Battisti

Professore Ordinario ICAR/12

Antonella Calogero

Professore Ordinario MED/46

Maria Conforti

Professore Associato MED/02

Emanuela Cristiani

Professore Associato L-ANT/01

Valentina Gazzaniga

Professore Ordinario MED/02

Tommaso Empler

Professore Associato ICAR/17

Giacomo Frati

Professore Ordinario MED/50

Giusti Anna Maria

Ricercatore Universitario BIO/10

Luciano De Sio

Ricercatore L.240/10 FIS/07

Iorio Silvia

Ricercatore L.240/10 MED/02

Giorgio Manzi

Professore Ordinario BIO/08

Marceca Maurizio

Professore Associato MED/42

Midulla Fabio

Professore Ordinario MED/38

Petrozza Vincenzo

Professore Associato MED/46

Paola Grammatico

Professore Ordinario MED/03

Mary Anne Tafuri

Ricercatore L.240/10 BIO/08

Sciarretta Sebastiano

Professore Associato MED/50

Partners del progetto

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